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Protesi
del ginocchio

L’applicazione di una protesi al ginocchio si esegue quando altre tecniche funzionali, mediche, fisioterapiche, osteopatiche non danno risultati apprezzabili.



L’articolazione del ginocchio è composta dalle estremità ossee di femore, tibia e rotula. Ciascuna è rivestita da cartilagine e il liquido sinoviale svolge la funzione di lubrificante per agevolare il funzionamento articolare, mentre la stabilità del movimento è data dal complesso legamentoso meniscale e muscolare.

Quando la cartilagine si consuma, vengono a diretto contatto le parti ossee, questo genera dolore (gonalgia), gonfiore, con difficoltà ad eseguire le normali funzioni di flessione ed estensione della gamba.

In questo caso si può intervenire con l’impianto di una protesi al ginocchio totale o parziale, ossia di tutti o solo di uno degli elementi (monocompartimentale) che compongono l’articolazione.

Più cause, isolate o multifattoriali, possono essere alla base di trasformazioni di superficie prima o di trasformazione artrosica poi di un ginocchio.


L’intervento di protesi totale o monocompartimentale di ginocchio dura un’ora circa. Può essere svolto in anestesia peridurale, spinale o generale.

Con una tecnica tradizionale l’incisione cutanea sulla parte anteriore del ginocchio è lunga circa 15 cm. Con la tecnica chirurgica mini-invasiva, si incide la minor quantità possibile di tessuto, con una minore perdita di sangue e una più rapida ripresa delle funzionalità.


Anche nella chirurgia protesica del ginocchio totale o monocompartimentale si cerca di attuare una chirurgia del risparmio dei tessuti. Da alcuni anni ad affiancare la nostra attività ci è giunta in soccorso la tecnologia computer assistita, quindi la chirurgia robotizzata. Tali metodiche ci permettono indubbi vantaggi di precisione accuratezza e di previsione del risultato finale.

La prossima frontiera, che bussa già alle porte, è la cosiddetta chirurgia in 3D che renderà obsolete tutte modalità.


Consiste in una serie graduale di esercizi di ginnastica passiva e attiva per ripristinare la mobilità del ginocchio. Il fisioterapista saprà indicare il piano di lavoro più adeguato ed è fondamentale che gli esercizi siano svolti solo su sua precisa indicazione. Suggerisco sempre l’integrazione con l’idrochinesiterapia, recupero in acqua, per ottimizzare la ripresa.


I tempi di ricovero possono andare dai sette ai dieci giorni. I tempi di recupero per una ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative da 2 a 3 mesi.

Dopo almeno 6 settimane, se la capacità di flessione del ginocchio avrà ripreso la sua funzione, sarà possibile tornare a guidare.


In generale il paziente recupera la capacità di eseguire le comuni attività quotidiane, svolte prima dell’intervento e sperimenta una significativa riduzione o assenza di dolore del ginocchio.

Un’eccessiva attività può accelerare l’usura della protesi anticipando gli eventuali tempi di revisione. Pertanto sono sconsigliate attività sportive come salto, corsa e in generale ad alto impatto per l’articolazione.

Sono invece praticabili attività ludico-sportive leggere a basso impatto quali passeggiate, bicicletta, nuoto, ballo.


Una protesi al ginocchio può durare per molti anni, anche oltre 15-20 se si osservano le indicazioni mediche sulle modalità e le tipologie di movimento consigliate.